Say NO – UNiTE :: NO alla violenza contro le donne

October 28th, 2010 · by webmistress · COMUNICATI, GENDER
Say NO – UNiTE :: NO alla violenza contro le donne

16 GIORNI DI ATTIVISMO CONTRO LA VIOLENZA DI GENERE

25 Novembre – 10 Dicembre, 2010

Quest‟anno cade il ventesimo anniversario della Campagna “16 Giorni di Attivismo Contro la Violenza di Genere.” Con questo punto di riferimento, il Centre for Women‟s Global Leadership (CWGL) sta considerando nuovi mnicole_banner_sayno_letuscountyouin_250x300pxetodi per utilizzare la campagna al fine di un cambio durabile nel dominio delle violenze di genere. Anno dopo anno, nuovi soci si sono aggiunti alla Campagna 16 Giorni per portare il loro contributo alla conoscenza delle differenti forme di violenza commesse contro le donne, a livello locale, nazionale e mondiale. L‟attenzione che la violenza di genere ha ricevuto nei fori internazionali è una testimonianza delle forti energie e delle efficaci mobilitazioni realizzate dagli attivisti per la protezione dei diritti delle donne nel mondo. Eppure, malgrado questa maggiore presa di coscienza, il numero delle violenze e degli abusi contro le donne è allarmante, ed emergono, anzi, nuove forme di violenza. Noi, in quanto diffensori dei diritti umani delle donne, abbiamo la responsabilità di osservare più da vicino le strutture che permettono alla violenza di genere di esistere e persistere. Dopo diverse con 4seohunt.com/www/adispo.ch su ltazioni con attivisti, organizzazioni ed esperti di tutto il mondo, il militarismo è apparso come la struttura chiave di perpetuazione della violenza.

Ecco qualche esempio dei temi che la campagna vorrebbe affrontare:

Una discussione sulla ‘sicurezza veritiera ’ e sulla giustizia di genere

Conseguenze economiche della guerra sulle donne

Il ruolo delle donne nelle trattative di pace, nel consolidamento della pace (peace-building), nella diplomazia e nei processi decisionali

Proliferazione delle armi leggere e ruolo delle armi nella violenza domestica

Riparazioni, guarigione e riconciliazione

Produzione globale e vendita di armi

Violenza domestica commessa da militari

Violenza sessuale e schiavitù sessuale in situazioni di conflitto

Abuso dei diritti sessuali o riproduttivi in situazioni di conflitto

Violenza sessuale nelle forze armate

Impunità dei militari in caso di violenza contro le donne

Vulnerabilità delle donne e ragazze rifugiate e ‘persone dislocate internamente’

Donne e ragazze combattenti

Violazioni commesse da appartenenti alle forze di pace

Violenza e abuso sulle donne che vivono e lavorano nelle basi militari

Uso della forza contro civili e soppressione di movimenti pro-democratici

Soppressione dello stato di diritto e dei diritti umani di base in situazioni di emergenza

Uso di leggi antiterrorismo per mettere a tacere i difensori dei diritti umani e delle donne

Violenza comune e rivolte

Connessioni tra militarismo e forze religiose conservative

Contaminazioni ambientali a causa di operazioni militari e loro conseguenze sulle donne e sui bambini

Spese militari dei governi – analisi dei costi rispetto ai bilanci per i programmi sociali

Forze di polizia e istituzioni sociali militarizzate (scuole, spazi publici, etc.)

Ben ch‟esistano diversi modi per definire il militarismo, la nostra definizione di base descrive il militarismo come un‟ideologia che crea una cultura di paura e giustifica e favorizza la violenza, le aggressioni o gl‟interventi militari per risolvere contestazioni e imporre interessi economici e politici. È una psicologia che molto spesso ha conseguenze gravissime per la sicurezza delle donne e della società in generale. Il militarismo è un approccio caratteristico che influenza la maniera di osservare il mondo; cambia la percezione del prossimo, della famiglia e dell‟intera vita pubblica. Abbracciare il militarismo è dare per scontato che ognuno ha nemici e che la violenza è un mezzo efficace per risolvere i problemi. Non opporsi a questo modo di pensare miltarista implica il perpetuare di certe forme di mascolinità, il lasciare che le gerarchie di potere restino al proprio posto, ed accordare l‟impunità agli autori delle violenze contro le donne in tempi di guerra. Ridurre il militarismo significa ispirare idee più ampie su una sicurezza veritiera, significa accrescere la partecipazione delle donne alla res pubblica, e creare un mondo costruito su rapporti autentici di fiducia e cooperazione, e non sulla vendita competitiva delle armi.

C‟è un bisogno urgente di affrontare la questione militarista in tutta la nostra società. Il militarismo non solo ha conseguenze materiali ed istituzionali, ma anche culturali e psicologiche, più difficili da misurare. Guerre, conflitti interni, e repressioni violente di movimenti di giustizia sociale e politica – che risultano tutti dalla cultura del militarismo – hanno un impatto particolare e spesso sproporzionato sulle donne. Lo stupro è usato come una tattica di guerra per creare paura e per umiliare le donne e le loro comunità. Ma la violenza sessuale è solo giusto una delle forme di violenza che le donne e ragazze affrontano attraverso il continuum di violenza prima, durante e dopo l‟apparente fine di un conflitto. Il militarismo non finisce né comincia in zone di guerra, né si limita alla sfera pubblica. Le famiglie di uomini o donne militari possono essere vittime di violenze nelle loro case, dove „crimini di guerra‟ e violenza coniugale armata sono nascosti al pubblico, e le donne militari corrono più rischi di essere vittime di aggressioni sessuali da parte dei loro commilitoni. Anche regioni che non conoscono situazioni di conflitto diretto sono vulnerabili al militarismo; mandano truppe, producono e vendono armi, e investono nelle forze armate di governi stranieri piuttosto che nel sostegno degli sforzi di sviluppo. Questi governi hanno priorità distorte; spendono un‟alta percentuale del loro bilancio nelle spese militari e nelle armi piuttosto che nei servizi sociali come l‟educazione, il servizio sanitario, il lavoro e lo sviluppo, che permetterebero una vera sicurezza per le donne. Per queste ragioni, il tema internazionale della Campagna 16 Giorni è:

Strutture di Violenza: Definire le Connessioni tra Militarismo e Violenza Contro le Donne

Il CWGL considera il tema delle connessioni tra militarismo e violenza contro le donne come un progetto pluriennale. Siamo impazienti di lanciare la campagna nel 2010 e di usarla come un‟opportunità per raccogliere informazioni sulle vostre esperienze individuali e collettive sul militarismo; questo ci aiuterà a sviluppare una strategia più robusta per le campagne future. Per favore, unitevi al CWGL; lavoriamo in sostegno ad una critica coordinata, globale, e femminista del militarismo e della violenza che perpetua.

Siamo coscienti che questa campagna non sarà facile da affrontare, e che tanti attivisti potrebbero essere esposti a reazioni negative e brutali per il loro lavoro. Il CWGL esorta gli attivisti a considerare la loro sicurezza con la massima attenzione mentre collaborano a questa campagna. Il CWGL continuerà a fornire risorse e informazioni generali ai nuovi attivisti o a quelli che pensano che la loro energia possa essere più efficace se diretta verso sforzi di sensibilizzazione generale sulla violenza di genere e sui diritti umani.

The 16 Days of Activism Against Gender Violence Campaign is coordinated by the Center for Women’s Global Leadership 160 Ryders Lane, Rutgers University, New Brunswick, NJ 08901-8555 USA; (1-732) 932-8782; cwgl@rci.rutgers.edu; http://www.cwgl.rutgers.edu